All’altezza del primo, che ci era piaciuto molto. Dickensiano e naïf al tempo stesso, con un buon “cattivo” come Hugh Grant che regala sui titoli di coda una bella sequenza da musical. È una fiaba moderna sull’accoglienza e il perdono, sul bisogno di amare l’altro che in un modo o nell’altro, misteriosamente, ti aspetta sempre.

Bello, per scuole elementari principalmente, ma non solo: 8

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